FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE – 23.05.2018

Immagina un’autostrada.

Sei nella tua macchina.

Stai ascoltando la radio, quando ti accorgi che un’auto sta guidando contromano.

Non è una, sono due.

Non sono due, sono tantissime!

Ti sembra di essere l’unico a non guidare contromano!

Perché in realtà sei tu l’unico a farlo…

Allora schiacci il pedale del freno e rallenti la macchina…

… e basta.

Basta? Davvero? Non ti salvi se rallenti e basta, devi frenare e cambiare direzione.

Stessa cosa con il caso, forse un po’ meno romantico, del gas: non basta chiudere gli impianti a carbone e costruirne altri a gas, la CO2 emessa è solo diminuita ma di certo non annullata, occorre decarbonizzare completamente tutto il sistema energetico entro la metà del secolo.

– Liberamente tratto da Marc Buckley, Seeds&Chips, 10 maggio 2018, Milano

 

Roma, sede di Edison, direttamente di fianco al Quirinale. È il secondo giorno del Festival della Sostenibilità 2018, e qui si parlerà degli obiettivi 4, 7  e 8 dei 17 Sustainable Development Goals catapultati nell’area del Mediterraneo: Istruzione di qualità, Energia pulita e accessibile, Lavoro dignitoso e crescita economica. Le parole chiave dell’intero evento saranno “Gas” e “Transizione”: in un futuro vicino il carbone dovrà essere totalmente sostituito dal gas, e in un futuro prossimo anche il gas sarà sostituito dalle rinnovabili.

Rassicurati dalla colossale organizzazione romana, veniamo fatti accomodare nella monumentale cappella di quella che era la chiesa dove adesso è la sala riunioni di Edison e, tra un caffè e l’altro in compagnia, inizia l’evento. Non sarà una conferenza, ma una tavola rotonda (anche se è quadrata…) in cui gli studenti, invitati da tutta Italia, sono chiamati a partecipare attivamente con domande e interventi. Sono pochissimi ingegneri e moltissimi studenti di Relazioni Internazionali, Scienze Politiche, Social Media, Economia, fumettisti e gente che parla cinque lingue, giusto per sottolineare quanto l’argomento sia multidisciplinare.

“Perché bisogna parlare del Mediterraneo?”, questa la domanda a cui Marco Margheri, Direttore degli Affari Istituzionali e Sostenibilità di Edison, incaricato di aprire le danze, cerca di rispondere: non c’è solo il Nord Europa da imitare, c’è anche il Sud Mediterraneo, destinato ad aumentare enormemente la sua popolazione di nuovi consumatori, e non più solo produttori, con tutti i rischi energia-migrazione-sicurezza connessi: uno sviluppo sostenibile nell’area Sud allevierà i fenomeni migratori nel Mare Nostrum.

Risponde poi alla domanda “Che c’entra Edison, grande fan del gas, con lo sviluppo sostenibile”? La risposta è semplice: in Italia ci sono ancora 12 GW di potenza installata da carbone, corrispondenti all’11% dell’elettricità prodotta, da sostituire con il gas; senza contare il passaggio dalla fonte petrolio per le navi a soluzioni rinnovabili, già in atto da qualche tempo.

Inizia il primo intervento della giornata: Lisa Guarrera, direttore della Monitoring and Modeling Division di OME (Observatoire Méditerranéen de l'Energie), con un discorso, rigorosamente in inglese perché “I am italian but only on the listening side, not the speaking”, sulle previsioni di mix energetico, riduzione delle emissioni e rapporto tra le due sponde del Mediterraneo al 2040.

Si prevede che nel 2040 la domanda di energia raddoppierà nel Sud Mediterraneo e quella di elettricità triplicherà, con un enorme incremento di produzione da gas, solare e vento per un totale del 34% di share rinnovabile nel mix elettrico. Con gli incentivi internazionali giusti e tenendo conto dei Nationally Determined Contributions di ogni paese, l’aumento della domanda potrebbe essere interamente soddisfatto solo dal sole e dal vento, diminuendo gli investimenti nel gas e facendo salire al 54% lo share rinnovabile nel mix elettrico. Tutto ciò a vantaggio della sicurezza energetica dell’area, già in una situazione politica instabile, che potrebbe arrivare a importare l’8% del proprio fabbisogno energetico nel 2040 contro il 30% senza le politiche energetiche giuste.

Segue l’intervento della Prof.ssa Valeria Termini, che tiene il corso di Economia all’Università Roma Tre, su Lavoro e crescita economica, sviluppo delle infrastrutture come opportunità di cooperazione nel Mediterraneo. Le parole chiave del discorso sono “Rinnovabili“ e “Gas” e soprattutto “Mediterraneo come hub del gas”.

Il commercio di gas tra i paesi del Sud Mediterraneo aumenterà nei prossimi anni, grazie anche all’aumento di produzione di gas a discapito di quella di petrolio nell’area Sud. Per questo motivo saranno necessari forti investimenti nelle infrastrutture del Nord Africa, così come le nuove installazioni di stazioni GNL (gas naturale liquefatto) in tutta l’area mediterranea.

Interessante il concetto legato all’assenza di limiti allo sviluppo se effettuato tramite energie rinnovabili, in quanto non limitate come invece sono le fonti fossili: via Panisperna si potrebbe agitare ma è un pensiero che guarda molto (forse troppo?) al futuro.

Si parla anche dei nuovi giacimenti di gas scoperti nell’Est Mediterraneo: gli attuali equilibri geopolitici esistenti tra Israele, Palestina, Egitto e Cipro potrebbero essere toccati in negativo.

Infine, viene toccato il tema della crescita economica: la nuova industria del rinnovabile potrebbe creare nuovi posti di lavoro, come dimostra l’esempio della fabbrica Siemens in Marocco, che crea pale eoliche e dà lavoro a oltre 700 operai.

È infine il turno della Prof.ssa Colombo, del corso di Engineering and Cooperation for Development al Politecnico di Milano, nonché punto di riferimento per molti progetti di sviluppo un po’ in tutta l’Africa.

Istruzione di qualità, ruolo della formazione e del capacity building: questo è il tema che affronta nel suo intervento. Si parla non solo di scuola, ma anche di nuove prospettive multidisciplinari, nuove integrazioni di conoscenze, nuove collaborazioni in tutti i settori, nuove opportunità per out-of-the-box solutions: “We cannot solve a problem by using the same kind of thinking we used when we created it”, citazione di Einstein che ottimamente spiega questo concetto, nuove soluzioni per nuovi problemi.

La Prof.ssa Colombo dimostra la sua passione per lo sport con un’altra citazione, direttamente da Julio Velasco, classe 1952, allenatore di pallavolo e dirigente sportivo argentino, che alla sua squadra che, abituata alla palestra, si lamentava della sabbia dei campi da beach volley, rispose “The fault is not within the sand itself,  the sand is the sand”: non c’è da lamentarsi delle condizioni in cui si è costretti a lavorare, anche in un paese emergente con un problema apparentemente insormontabile, c’è solo da imparare a camminare in queste nuove condizioni prendendo spunto dai propri errori.

“The greatest invention in the world is the mind of a child”, diceva Thomas Edison. In questo senso, il ruolo della scuola non può che essere ancora più importante: ad essa sono affidate le menti delle generazioni future, con le loro idee e le loro innovazioni. Saranno i bambini di oggi a risolvere i problemi che i vecchi hanno creato, con soluzioni nuove e mai viste.

“Ideas are like rabbits. You get a couple and learn how to handle them, and pretty soon you have a dozen”, altra citazione (la Prof.ssa Colombo deve leggere molto) da John Steinbeck. “The only way to discover the true boundary of possible is to proceed a bit further into the impossible” di Blaise Pascal. L’ottimismo della Prof.ssa Colombo è contagioso. Siamo pionieri, siamo innovatori, siamo inventori. Qualunque problema possiamo creare, qualcuno troverà il modo di risolverlo, se non adesso, lo faranno i nostri figli e nipoti.

Resta da vedere se l’ottimismo non è eccessivo, nel frattempo ognuno può contribuire al cambiamento nella sua quotidianità, sia essa l’eleganza del proprio ufficio, l’indifferenza di una classe del quarto anno di Ingegneria, o la comodità del divano di casa propria. “Senza di te lo sviluppo sostenibile non c’è”, era il motto del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2018, “No one left behind” è lo slogan dell’Agenda 2030. Tutti insieme, uniti per le sfide del futuro.

Pierluca Burcheri

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