Yezers e il progetto Carbon Tax

Il progetto Carbon Tax ha inizio in un piovoso pomeriggio di novembre 2017 quando Free2Change entra in contatto per la prima volta con Yezers, la Startup di due generazioni. In un caffè di Porta Venezia Diletta, nostra amica oltre che fondatrice di Yezers, ci propone di collaborare con un nuovo movimento politico, fatto dai giovani per i giovani, facendoci portavoce in questa realtà delle tematiche a noi più care: energia, ambiente e sostenibilità.

Ma prima di raccontare del nostro ruolo in Yezers dovete sapere chi sono gli Yezers. Un gruppo di ragazzi in gamba, appassionati, con tanta voglia di fare e con un’idea ben chiara: l’Italia oggi non è un paese attrattivo per i giovani, non offre loro adeguate opportunità di valorizzazione e un contesto fertile in cui realizzarsi. È per molti versi un paese bloccato, incapace di affrontare problemi storici e sfide nuove. È però il nostro paese, quello in cui vogliamo vivere il nostro futuro e che vogliamo cambiare. E per avere un paese migliore tra vent’anni bisogna iniziare a rimboccarsi le maniche ora.

Per questo Yezers elabora proposte concrete tramite team di ricerca su vari temi, dalla retribuzione degli stagisti all’integrazione dei migranti, passando per il sistema universitario. La voglia di fare per migliorare il nostro futuro e le parole d’ordine di Yezers (sostenibilità, coerenza, evoluzione e prospettiva di medio-lungo termine) ci sono subito suonate famigliari e ci hanno convinto ad accettare questa sfida.

È nato così il progetto Carbon Tax, un team di ricerca pensato da noi di Free2Change, che ha visto quattro di noi (Cecilia, Chiara, Francesco e Simone) lavorare per quattro mesi in un gruppo di dieci persone con altri ragazzi, accomunati dalla grande passione per la tematica oltre che da notevoli competenze. È così che abbiamo conosciuto Andrea, membro storico di Yezers e consulente in ambito energetico; e poi Lorenzo, Alberto e Giulio che studiano economia in Bocconi e sono appassionati di economia ambientale e Climate Finance. Ad Alberto siamo piaciuti così tanto che ha anche deciso di entrare a far parte di Free2Change! Abbiamo avuto inoltre l’aiuto di Giacomo, che lavora alla Fondazione Enrico Mattei, e una nostra vecchia conoscenza, Giulia, un’altra ing. del Politecnico, ora all’ Imperial College di Londra!

L’obbiettivo del progetto era capire se e come sia possibile applicare una Carbon Tax in Italia, ovvero un’imposta sulle emissioni di CO2 che penalizzi quindi le attività e i combustibili più dannosi per il clima. Abbiamo studiato la teoria economica relativa alle misure di Carbon Pricing, il contesto Italiano in termini di emissioni, struttura economica e fiscalità ambientale, oltre agli esempi esteri di applicazione di una carbon tax, per trarne esempi virtuosi e utili lezioni.

È così che abbiamo scoperto come in Italia, vi siano numerose problematiche legate alla tassazione ambientale: un valore elevato di imposte ma distribuito in modo iniquo tra famiglie e settori produttivi, elevati sussidi ambientalmente dannosi e mancanza di strumenti per disincentivare i combustibili più inquinanti, come il Diesel, che gode di accise agevolate, o il carbone, ancora troppo presente nel nostro mix elettrico.

Abbiamo scoperto che alcuni paesi hanno messo in atto strumenti efficaci di carbon pricing, come la Svezia, la Francia o il Regno Unito, dove per esempio la produzione da carbone è crollata del 72% dal 2013 in seguito all’introduzione di un prezzo minimo ai permessi di emissione del meccanismo europeo ETS[1]. Abbiamo compreso l’importanza di aspetti come la gradualità e la certezza sul medio-lungo periodo quando si introducono misure di policy come questa. Inoltre, le esperienze estere ci hanno suggerito l’importanza del riutilizzo del gettito della carbon tax per il suo successo e la sua accettabilità politica.

Mettendo assieme le idee migliori siamo giunti a una proposta realistica ed equilibrata che prevede l’introduzione congiunta e graduale di una carbon tax nei settori del riscaldamento e dei trasporti e di un prezzo minimo ai permessi ETS, oltre che il reinvestimento del gettito interamente in riduzioni fiscali sul lavoro, sostegno alle famiglie a basso reddito e politiche low carbon (come ad esempio il finanziamento degli incentivi alle fonti rinnovabili oggi riscossi tramite gli oneri di sistema in bolletta).

Una soluzione che potrà portare al phase-out naturale del carbone al 2025-2027, favorire la diffusione della mobilità elettrica, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili aiutando l’Italia e l’Europa a raggiungere gli obbiettivi di protezione climatica al 2030, recentemente rivisti al rialzo, e al 2050. Il tutto usando il principio “chi inquina paga” per ridurre altri problemi cronici del nostro paese come l’elevata pressione fiscale sul lavoro.

Una proposta ambiziosa, presentata il 19 Aprile ad AllDaYezers, l’evento che ha riunito la giovane e crescente community Yezers alla presenza di ospiti importanti della società civile come Gherardo Colombo. L’accoglienza ricevuta è stata ottima, ora continueremo a lavorare per portare avanti l’idea sia approfondendola sul piano tecnico sia diffondendola nella società e portandola all’attenzione della politica, troppo spesso sorda a queste tematiche.

Se non si cambierà rotta, infatti, il surriscaldamento globale porterà a conseguenze devastanti che dureranno per generazioni e che destabilizzeranno il clima in maniera irreversibile. Perciò dobbiamo iniziare ad agire, e dobbiamo farlo già da ora. Ne va del nostro futuro e di quello del nostro pianeta. Noi di Free2Change e di Yezers abbiamo già iniziato!

 

 

[1] Emission Trading Scheme

Francesco Sala

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